mercoledì 21 ottobre 2009
martedì 20 ottobre 2009
venerdì 16 ottobre 2009
venerdì 9 ottobre 2009
Postazioni e date.
giovedì 1 ottobre 2009
Municipio XVII: risultato congressi circoli PD Mazzini-Trionfale
| Circolo Trionfale-Borgo | Circolo Mazzini |
| Iscritti: 586 | Iscritti: 309 |
| Votanti: 222+1 (38%) | Votanti: 236 (76,37%) |
| Per il Segretario nazionale: | Per il Segretario nazionale: |
| Bianche: 1 | Bianche: 1 |
| Nulle: --- | Nulle: --- |
| Bersani: 143 (64,70%) | Bersani: 144 (61,28%) |
| Franceschini: 39 (17,65%) | Franceschini: 41 (17,45%) |
| Marino: 39 (17,65%) | Marino: 50 (21,27%) |
| Per il Segretario del Lazio: | Per il Segretario del Lazio: |
| Bianche: 4 | Bianche: 3 |
| Nulle: 1 | Nulle: --- |
| Mazzoli: 133 (61,30%) | Mazzoli: 137 (58,90%) |
| Morassut: 44 (20,30%) | Morassut: 45 (19,30%) |
| Argentin: 40 (18,40%) | Argentin: 51 (21,90%) |
martedì 29 settembre 2009
Appuntamenti.
mercoledì 16 settembre 2009
Maestro unico o studente unico?

Ignazio ha commentato l’attacco del Ministro della pubblica istruzione ai precari del mondo della scuola, accusati di essere politicizzati o strumentalizzati affermando che“agli insegnanti il Ministro Gelmini ha tolto il lavoro e la dignità, ora vuole anche privare migliaia di lavoratori precari del diritto a manifestare liberamente la propria protesta contro i tagli alla scuola, tagli che ci si ostina a chiamare riforma. Ecco palesarsi i rischi del maestro unico: se ti capita uno come Tremonti, come è successo alla Gelmini, impari a pensare che nel mondo esistono due opinioni: la tua e quella sbagliata”
Ignazio ha poi continuato dicendo che,“in puro stile berlusconiano, il Ministro Gelmini vuole eliminare il diritto di critica e di opinione. Pensi invece a rispondere con i fatti a quei milioni di studenti che si portano da casa la carta igienica, i fogli, le matite, i libri e ora anche il sapone, provvedendo con il fai-da-te alle indicazioni dell’Organizzazione mondiale della sanità per la profilassi dell’influenza A, pensi a questi ragazzi che dopo tutto questo arrivano in classe e non ci trovano più i loro insegnanti. Cos’è la scuola per il Ministro Gelmini oltre a quattro mura ornate all’ingresso dalla bandiera italiana?”.
Rainews 24 invita i tre candidati

(ASCA)
Roma, 15 settembre.
Corradino Mineo ha gia' spedito una lettera a Pier Luigi Bersani, Dario Franceschini e Ignazio Marino offrendo la propria disponibilita' a moderare l'incontro da mandare in onda in diretta su Rainews 24.
Questo il testo della lettera: ''Nell'ipotesi che tu possa essere interessato al faccia a faccia tra i candidati alla segreteria del Pd, proposto da Ignazio marino, Rainews 24 si offre come luogo dell'incontro e io, come conduttore.
Se tale proposta dovesse interessarti, ti prego di indicarmi la persona o le persone del tuo staff con cui concordare le modalita', il piano, le regole del dibattito''.
lunedì 14 settembre 2009
Il PD è all'anno zero. Perciò serve Marino.

Il Riformista, 19 settembre
Capacità, personalità, simpatia, competenza, abilità comunicativa, chiarezza di idee, semplicità di espressione... tutto conta quando si deve decidere chi sarà il prossimo segretario del Partito democratico. E tutti e tre i candidati da Pierluigi Bersani a Dario Franceschini a Ignazio Marino hanno - chi più chi meno - voti alti. Se ci si ferma alle loro qualità personali la scelta si fa complicata. Ecco allora che diventa importante valutarli anche per un altro aspetto che in un certo senso prescinde da loro: vale a dire il significato ripeto, il significato - che ha la loro candidatura e che avrebbe la loro eventuale vittoria. Conta molto il senso, il messaggio, il significato appunto che trasmettono. È vero che Franceschini si è caricato un peso gravissimo e si è messo generosamente a disposizione dopo la catastrofe delle dimissioni di Veltroni, è vero che si è battuto con dignità in campagna elettorale. Come è vero che è una persona seria, un dirigente capace e apprezzabile.
Alle elezioni europee, però, il Pd ha preso il 26% e ha perso, rispetto a un anno prima, quattro milioni di elettori. La domanda che dovete farvi non riguarda tanto Franceschini, per il quale vale quel che ho detto e anche altro di positivo che si può onestamente aggiungere. Riguarda invece voi. Quale sarebbe il significato di questa sceltà? Significherebbe che gli iscritti prima e gli elettori poi del Pd considerano un esito come quello delle europee qualcosa di non drammatico, qualcosa cui ci si può anche adattare. Non voglio dare a Franceschini la colpa di quel risultato. Vi chiedo di dimostrare che voi con quel risultato
non volete assolutamente convivere. Franceschini confermato segretario significa che voi vi adattate, vi contentate; non di lui ma della situazione. E questo sarebbe un pessimo viatico per il futuro del Pd. Si dice: chi si contenta gode. C'è fra voi qualcuno che pensa di godere, anche solo un po', contentandosi della situazione in cui siamo?
Quanto a Bersani, il discorso non è diverso. Detto anche di lui tutto il bene possibile, gira gira la sua forza è tutta nel monito che da un bel po' di tempo, in salse varie, viene ripetuto: chi lascia la strada vecchia per la nuova sa quel che lascia, non sa quel che trova. Il significato di una sua vittoria sarebbe chiaro, sarebbe indiscutibilmente questo: la maggioranza degli iscritti e degli elettori del Pd la pensa così.
Marino. Quante volte, nella attività politica ma anche in altre occasioni, mi sono sentito dire: non siamo all'anno zero, non cominciamo da zero. La grande forze e verità della candidatura di Marino sta esattamente in questo significato: siamo proprio all'anno zero, riconosciamolo, diciamolo, rimbocchiamoci le maniche. Se vince Marino significa che la maggioranza degli iscritti e degli elettori del Pd esprimono questa convinzione e questa volontà. Insomma, scegliendo il segretario scegliete come volete essere voi.
Carlo Rognoni
domenica 13 settembre 2009
Marino su Ballarò

"La cancellazione della prima puntata di Ballaro' di martedi' prossimo e' una mossa dei vertici Rai in omaggio all'autocelebrazione del presidente del Consiglio all'Aquila, ed alla propaganda del governo. Dopo aver deciso direttori di rete e Tg Rai a Palazzo Grazioli, ecco i palinsesti corretti e riscritti fuori da viale Mazzini". Lo afferma il senatore e candidato alla segreteria nazionale del Partito Democratico, Ignazio Marino. "E' aberrante - prosegue - che ad una settimana dalla manifestazione nazionale in difesa della stampa libera promossa dall'Fnsi, in Rai si decida di stravolgere il palinsesto sacrificando un lavoro gia' messo in campo dalla trasmissione di Floris e che avrebbe comunque dato spazio alle notizie dall'Abruzzo. La partecipazione alla manifestazione di sabato 19 si arricchisce - conclude - di un significato ancora piu' grande e tutte le coscienze mature del paese debbano mobilitarsi in difesa della liberta' di stampa".
venerdì 11 settembre 2009
Le istituzioni dicano no al nucleare

Viterbo - 11 settembre 2009
E' stato pubblicato l'elenco dei dieci siti individuati in Italia tra i quali scegliere le quattro localizzazioni degli impianti nucleari voluti da Berlusconi.
Torna lo spettro del nucleare a Montalto di Castro, dove è nato il movimento no nuke in Italia, una zona che dal punto di vista ambientale ha già dato. Occorre quindi una immediata risposta politica di quanti ritengono questa scelta sbagliata dal punto di vista economico e ambientale.
Chiedo al Presidente Marrazzo di convocare immediatamente un Consiglio regionale per organizzare un ferma opposizione a questa ipotesi. Credo chela stessa cosa debba fare il Presidente della Provincia di Viterbo Mazzoli in difesa del proprio territorio e della salute dei cittadini.
Nella mozione di Ignazio Marino è scritto a chiare lettere che riproporre oggi il nucleare in Italia è sbagliato perché va contro un pronunciamento referendario dei cittadini e assolutamente fuori tempo rispetto alle scelte di politica energetica che stanno maturando nel pianeta, a cominciare da quelle del presidente americano Obama?
Ileana Argentin
candidato alla segretaria regionale del Lazio per la Mozione Marino.
giovedì 10 settembre 2009
Agenda romana
15 settembre – Isola del Liri, Frosinone. Alle ore 18:30, Ignazio sarà a Isola del Liri (FR), all’Ex C.R.F.M. (Cartiere Meridionali) – per Viale San Domenico, per la presentazione della mozione.
lettera al Quotidiano della Calabria

10 settembre (Il Quotidiano della Calabria)
Confindustria: a rischio 700.000 posti di lavoro.

partitodemocratico.it
Secondo la classifica sul “fare impresa” stilata dalla Banca mondiale, nel 2009 l’Italia è scivolata dal 74esimo al 78esimo posto. “Di questo pessimo risultato è responsabile il Governo Berlusconi”, afferma Ignazio Marino, candidato alla segreteria del Partito Democratico: “è stato un grosso errore non tener conto delle conclusioni della commissione Muraro creata durante il governo Prodi dall’allora ministro Padoa Schioppa. Tra le proposte portate avanti da tale Commissione, ce n’era anche una sulla riorganizzazione amministrativa della giustizia che includeva il ridisegno dei tribunali in modo tale da renderli più efficienti e avrebbe permesso una specializzazione del settore di competenza dei giudici”. Infatti, un altro dato allarmante della classifica della Banca mondiale conferma una debolezza del nostro sistema: i tempi della giustizia civile. In Italia, ci vorrebbero oltre 3 anni per far rispettare i contratti. Una tempistica che relega l’Italia alla 156esima posizione nella classifica mondiale su 183 Stati esaminati “e che tiene lontano dal nostro Paese le aziende che vorrebbero investire” da tanto tempo.
C’è poi una domanda che il ministro della Semplificazione normativa, Roberto Calderoli, dovrebbe porsi. Alla luce dei dati della Banca Mondiale, che dimostrano l’inconsistenza del proprio ministero, l’onorevole Calderoli si ritiene soddisfatto della sua inefficacia, o gli basta farsi chiamare ministro? E’ vero che il suo ministero è senza portafoglio e personale, ma sarebbe anche ora di darsi da fare sul serio”.
mercoledì 9 settembre 2009
Sulle regionali piomba la bomba nucleare

(Europa)
9 settembre
Complimenti al Messaggero per lo scoop. Il quotidiano romano è stato il primo a mettere le mani sulla bozza del decreto del ministero dello sviluppo economico che fornisce tutte le indicazioni per individuare le aree dove nasceranno le nuove centrali nucleari. Si tratta di criteri molto stringenti, dalla vicinanza al mare a quella ad una centrale elettrica passando per la via preferenziale ai vecchi siti, dai quali già si può derivare una prima rosa di nomi. Si parla di Montalto di Castro, di Caorso ma anche Termoli, Termini Imerese, Monfalcone e altre località in Puglia.
Ovviamente si tratta solo di prime ipotesi, così come la bozza in questione potrà subire ancora cambiamenti sostanziali. Quindi non c’è ancora nulla di certo. Però la notizia pubblicata dal giornale di Caltagirone ha il merito di aver ricordato alla politica che quello del nucleare potrebbe essere uno, se non il principale, fattore nella campagna elettorale di diverse regioni. Se infatti si sovrappongono le scadenze del ritorno all’atomo con quelle delle prossime regionali si nota una sovrapposizione interessante. Il ministero di Scajola ha l’obbligo di emanare il decreto per l’assegnazione dei siti entro il prossimo 15 febbraio. Ovvero poco più di un mese prima del ritorno alle urne per tanti italiani. In particolare per emiliani, laziali o pugliesi, tutti destinatari dei nuovi reattori, almeno stando alle prime indiscrezioni.
Insomma, mettendo da parte il toto-nomi, c’è da scommettere che l’effetto nimby (not in my backyard, non nel mio cortile) finirà per condizionare la propaganda dei due schieramenti. Al centrodestra non rimarrà che cavalcare il ritorno all’atomo, anche se la posizione è tutt’altro che popolare. Mentre per il centrosinistra si aprirà un bel varco per intercettare un po’ di consenso, visto che quasi tutti i partiti, in parlamento e non, si dichiarano costituzionalmente contrari all’energia nucleare. In questo contesto il Partito democratico non può perdere l’ennesima occasione per strizzare l’occhio alla gente. Almeno due dei candidati alla segreteria, Franceschini e Marino, non hanno mai esitato a dichiararsi totalmente ostili al piano del governo italiano nonché alla tecnologia atomica attuale. Meno nette invece le parole della coppia Bersani-Letta, entrambi hanno sempre cercato di essere più sfumati, a volte beccandosi accuse di filo-nuclearismo da parte degli stessi compagni di partito. Ma da ora in poi, con la campagna elettorale ormai alle porte, non è più tempo di ambiguità. Anche perché stavolta si ha davvero l’opportunità di far pagare al governo e alla maggioranza le conseguenze di una scelta scellerata e antistorica.
Gianni del Vecchio
Marino: Governo intervenga su disoccupazione

Roma, 9 settembre
ilvelino.it
Ignazio Marino, candidato alla segreteria del Pd, oggi in visita a Rovigo, visto il rapporto del Centro studi della Confindustria sulla crisi, e in particolare sui dati della cassa integrazione, ha dichiarato: “Una buona politica per la riforma degli ammortizzatori è diventata una priorità assoluta. La Confindustria parla di cassa integrati, di lavoratori di imprese in difficoltà e di quanto siano drammaticamente aumentati. Ricordiamo che le ore di cassa integrazione hanno oramai toccato il picco degli anni Ottanta. Ma la Confindustria non parla di un altro dato molto ben più tragico, quello dei disoccupati, il cui numero – da quando è scoppiata la crisi - è aumentato drammaticamente. Sono uomini e donne senza alcuna copertura, in balìa di se stessi”.
“Parliamo - continua Ignazio Marino - di 400 mila e rotti cassintegrati come un'emergenza nazionale. Ma non si capisce perché non dovremmo preoccuparci con la stessa veemenza per i 2 milioni di disoccupati, in particolare i 221 mila in più apparsi nel primo trimestre 2009 rispetto al primo trimestre 2008. Nella maggioranza dei casi senza alcun supporto. È una realtà che dovrebbe spingere un governo responsabile, non distratto da temi pruriginosi, da scandali, da attacchi alle procure, a un intervento forte, serio e tempestivo”.
Il terzo incomodo Marino fa il pieno di applausi

Gran finale con l'outsider del congresso Pd, che riempie piazzale Collenuccio. L'incontro dura mezz'ora in più di quelli con Franceschini e Bersani, ma il pubblico non ne vuole sapere di andarsene.
(il Resto del Carlino)
Pesaro, 8 settembre 2009
A mezzogiorno il segretario provinciale Marco Marchetti aveva già annunciato che questa edizione di Festa Pesaro aveva battuto tutti i record. E dire che non aveva ancora visto l’incontro con Ignazio Marino.
Il terzo uomo, quello dei diritti civili e della laicità, ha fatto il pieno. Piazzale Collenuccio strapieno, gente assiepata sul selciato davanti alle prime file dove siedono iscritti e simpatizzanti e nessun parlamentare o amministratore del partito.
Era andata così anche per la Serracchiani e forse qualcuno dovrebbe riflettere sul fatto che gli incontri più seguiti dal pubblico sono stati anche quelli più disertati dalla nomenklatura. Marino, del resto, assomiglia molto al suo pubblico. Parla ‘normale’.
Si fa capire e dice cose semplici ma mai banali. Spiega che lui vuole un partito che sappia finalmente dare delle risposte, che sappia dire dei sì o dei no. Chiarezza e trasparenza sono la parole che Marino usa di più e le cose che gli iscritti e i simpatizzanti cercano. Ma non deve essere facile.
"Ho chiesto a Franceschini e Bersani un confronto diretto - dice - sui programmi dei candidati. Bersani tace, Franceschini ha dato la sua disponibilità per l’11 ottobre: ma per quella data i circoli hanno già votato, che senso ha?".
Marino prova a cercare il senso anche della mancanza di un confronto aperto fra i tre candidati: "Mettiamo venti domande fatte dagli iscritti e sei giornalisti scelti a caso: ognuno potrà dire cosa ne pensa e che soluzioni propone. I cittadini sceglieranno", aggiunge.
Il terzo uomo è tranquillo e dalla platea salgono applausi. La giornalista dell’Unità che coordina l’incontro lo incalza con una lunga serie di domande, anche sul suo nuovo libro, 'Nelle tue mani' che proprio domenica è stato recensito dal cardinal Martini.
L’incontro va avanti fin verso le 23, mezz’ora in più di quelli con Franceschini e Bersani ma il pubblico non ne vuole sapere di andarsene. Marino è certamente avvantaggiato: nei suoi armadi non ha scheletri ingombranti come Bassolino (vedi Bersani) né deve cercare improbabili equilibri tra la laica Serracchiani e la pia Binetti (vedi Franceschini).
Quanto a laicità è l’unico candidato alla segreteria che ha detto cose chiare e la platea s’infiamma quando interviene sul testamento biologico e la legge che proprio questa settimana sarà votata in parlamento: "Saremo l’unico Paese dove chi perde la coscienza perderà anche i propri diritti".
E quanto alle ‘unicità’ ricorda mostrando il laccetto rosso che a proposito di libertà d’informazione l’Italia è scesa al 73° posto nella fascia cioè a ‘parziale libertà di stampa': "In queste condizioni il nostro Paese non potrebbe entrare in Europa". E dopo il congresso? "Lotterò per vincerlo ma sono pronto a lavorare a fianco di chi lo vincerà". Parole chiare. Per l’appunto.
Ignazio e Ileana a cena il venerdì 18
domenica 6 settembre 2009
Il Cardinale Martini recensisce “Nelle tue Mani”, il nuovo libro di Marino

La medicina e le mani di Dio
II giudizio della persona è centrale (dal Corriere della Sera del 06/09/09)
Al verso 6 si trovano le parole fatte proprie da Gesù morente; «Alle tue mani affido il mio spirito; tu mi hai riscattato, Signore, Dio fedele». Ma molte altre nella Bibbia sono le espressioni che indicano un abbandono dell'uomo nelle mani di Dio, come ad esempio il Sai i6[i7],7: «Mi affido alle tue mani; tu mi riscatti, Signore Dio fedele». Nel Vangelo si può notare che Gesù, invece di invocare il «Signore, Dio fedele», si rivolge al «Padre», il che da all'affidamento una accentuazione di ancora maggiore fiducia e tenerezza.
Noi sappiamo bene che questo concetto del «mi affido alle tue mani» è decisivo per ogni esistenza umana, a partire dal buttarsi fiducioso del piccolo nelle braccia della mamma e del papa, fino a tutte quelle realtà a cui affidiamo una buona parte della nostra crescita e della nostra maturazione, come la scuola, il gruppo di amici, le autorità civili e politiche, l'opinione pubblica e così via.
C'è oggi un'altra autorità a cui, più che in passato, noi sentiamo a un certo punto di essere «nelle sue mani». È l'autorità del medico, soprattutto quella che sopravviene quando non siamo più capaci di aiutarci da soli nella nostra vita fisica, quando si sviluppano in noi malattie gravi, che richiedono una cura competente e prolungata. Per questo il titolo dato al suo ultimo libro da Ignazio Marino "Nelle tue mani: medicina, fede, etica e diritti" corrisponde a questa esperienza di mettere, in certi momenti, il nostro futuro e la nostra sopravvivenza nelle mani di chi ha studiato il corpo umano, le sue malattie e le sorprese che esso può riserbarci: quali sono in questo caso le mie giuste aspettative, quali i miei diritti e doveri, che cosa spetta alle autorità pubbliche, quali i dilemmi che il medico vive in prima persona?
Emerge cosi chiaramente che quell'espressione «nelle tue mani» non si riferisce soltanto ad altri, ma tocca anche in prima persona ciascuno di noi, che sente di essere «nelle proprie mani».
Così vengono a collegarsi i due elementi, cioè la forza della medicina e il sapiente e prudente giudizio della persona. I progressi dell'arte medica potrebbero portare avanti per molto tempo, usufruendo di macchine spesso complicate, anche una esistenza senza, più coscienza ne contatti con il mondo circostante, ridotta a pura vita vegetativa. Qui interviene il giudizio prudenziale non solo del medico, ma anzitutto della persona interessata o di chi ne ha la responsabilità, per distinguere tra mezzi ordinari e mezzi straordinari e decidere di quali mezzi straordinari vuole ancora servirsi.
Il libro esamina tanta di questa casistica e lo fa non tanto con assiomi generali, ma con la memoria di fatti avvenuti, di cui l'autore è stato testimone in prima persona. Una tale situazione in cui la vita fisica si trova in pericolo è anche l'occasione per descrivere da vicino i problemi e i dilemmi che si pongono al malato come al medico e a tutti coloro che hanno a cuore il malato stesso. Le enormi possibilità della scienza medica pongono non di rado di fronte a situazioni in cui è molto difficile stabilire che cosa sia un «rimedio ordinario», cioè quegli strumenti che ciascuno è tenuto, non per obbligo legale, ma per dovere e impulso inferiore, a utilizzare, e che cosa siano invece quei «mezzi straordinari» che il malato o chi lo rappresenta, può decidere per ragionevoli motivi, di utilizzare o di respingere. Nasce qui quella domanda che vediamo emergere sempre più distintamente nel dibattito pubblico: fino a che punto può e deve spingersi la medicina? Certamente, come afferma l'autore «è dovere del medico non accanirsi, sapersi fermare quando non c'è più nulla da fare anche se questo provoca frustrazioni e sconforto». Ma quando si verificano questi casi, che vorremmo ancora chiamare «estremi», in particolare quando «c'è uno stato che non solo impedisce di esprimersi e di relazionarsi col mondo esterno, ma blocca la coscienza e riduce la persona a un puro vegetare e tale stato si rivela, dopo un attento e prolungato esame, come irreversibile?».
L'autore cerca di informare il lettore di tutte queste realtà e queste possibilità, pubblicando anche i documenti relativi, talora poco noti. Come narratore, egli ci fa partecipare ai suoi dubbi e alle sue certezze, facendoci per così dire vivere come in prima persona gli eventi narrati.
Non si tratta solo di eventi riguardanti l'interrogativo dei limiti della medicina, ma anche di fatti riguardanti per esempio le sfide della sperimentazione, in particolare dei trapianti.
Dal tutto traspare una umanità e una onestà nel considerare i singoli casi che spinge alla fiducia nel mettersi «nelle mani» di tanti servitori della vita. Ciò però non esclude il rischio e la responsabilità che ciascuno deve saper assumere quando venisse il momento di farlo. È così che chi sente il mistero di Dio incombere sulla propria vita potrà anche esprimere quella fiducia nelle mani del Padre, da cui siamo partiti in questa breve riflessione.
Carlo Maria Martini, Cardinale, arcivescovo emerito di Milano
Lettera di Marino a Bersani e Franceschini

Caro Dario, Caro Pierluigi, un confronto rigoroso fra i candidati alla segreteria del Pd fa parte del gioco. Ma guai se finisse per condizionare la nostra capacità di partito di avere una voce sola su alcune grandi questioni. Penso alla «emergenza occupazione» che rende il nostro autunno caldo e drammatico. E penso alla «emergenza informazione », con telegiornali che, spesso, invece di descrivere la reale situazione del nostro paese, ne danno un’immagine edulcorata e che altrettanto spesso non riportano le notizie. Se su queste due emergenze tutti insieme non ci facessimo sentire subito con proposte e impegni chiari chi ci guarda non potrebbe che farsi un’idea sbagliata: il Pd in vista del suo Congresso privilegia le polemiche interne rispetto a una seria sfida politica da lanciare a questa maggioranza, incapace di fare uscire il Paese da una condizione di fragilità, di inferiorità.
Da qui la mia proposta: mettiamo insieme subito le nostre migliori forze e intelligenze e prima della riapertura dei lavori parlamentari, ben prima del nostro Congresso, presentiamo e lanciamo progetti per far fronte alla crisi che il Paese sta attraversando. Abbiamo a che fare con una crisi del lavoro e dei consumi del tutto evidente, drammatizzata a ragione da sindacati, Confindustria e Confcommercio. Ma la crisi più profonda mi sembra sia quella della qualità della nostra democrazia, che per far fronte all’emergenza ha bisogno di cittadini più consapevoli e informati e non di telespettatori inerti. Potremo anche discutere fra noi del Pd su grandi temi sociali e civili come il testamento biologico, il riconoscimento delle unioni civili, oppure sulle strategie future per le alleanze da costruire ma guai se quella che dovrebbe essere una sana presa d’atto delle nostre diversità, quella che dovrebbe essere uno specchio e una forza della nostra democrazia interna, potesse essere interpretata come una fastidiosa lotta politica per il potere di un candidato contro l’altro. Sono tanti gli italiani che ci hanno dato fiducia in due occasioni: le primarie per Romano Prodi e quelle per Walter Veltroni. Molti sono giustamente delusi da quello che abbiamo fatto, o meglio non abbiamo fatto. E’ tempo di ritornare a spiegarci e a far capire che consapevoli anche degli errori, delle omissioni, delle mancanze di coraggio, siamo pronti a riprendere in mano lo spirito di due anni fa con cui tanti di noi hanno desiderato dar vita al Partito Democratico.
Durante il mese di agosto abbiamo lasciato alla Lega Nord tutti gli spazi mediatici possibili con le sue inaccettabili proposte. Viviamo in un Paese grande e dignitoso e addolora vederlo rovinato anche a livello internazionale dalle polemiche sugli eccessi del premier, sempre più alla mercé di Bossi e dei suoi. Settembre diventi il mese della nostra reazione, le nostre Feste del Pd e i congressi nei Circoli siano l’occasione per far conoscere i termini della nostra sfida, per ridare una speranza nel futuro non solo a chi ci sostiene ma anche a chi finora non ha creduto nel progetto innovativo che il Pd rappresenta.
Insieme, tutti e tre i candidati alla segreteria del Pd, cominciamo a dimostrare che sui grandi temi dell’emergenza siamo uniti con proposte condivise.
Ignazio Marino.
venerdì 4 settembre 2009
Marino / Argentin: conferenza stampa a Trastevere

Roma, 3 settembre
No alle correnti 'legate a logiche di potere' ma centralita' dei circoli e occhi puntati su lavoro, giustizia e sociale. Sono i punti fondamentali della piattaforma elettorale di Ileana Argentin, candidata alla segreteria regionale del Pd del Lazio. Presentati stamattina nella sede del partito di Trastevere.
'Stare nel Pd oggi - ha ammesso - e' un casino, ma io credo nello spirito del lingotto e negli ideali di Ignazio Marino, di cui sostengo la mozione'.
Il programma, ha spiegato, e' 'aperto', ed e' disponibile sul sito wikimarinolazio.wikispaces.com: 'Lo teniamo disponibile a chiunque voglia metterci del suo fino al 25 settembre' ha spiegato Argentin. La candidata ha poi affermato, riguardo alle violenze contro i gay, di voler applicare nel Lazio cio' che si legge nella proposta di legge Concia a livello nazionale. 'Per me poi - ha aggiunto - giustizia coincide con tutela, di cui oggi c'e' un grande bisogno. La gente vuole sentirsi sicura, e solo Alemanno continua a dire che questa citta' lo e''.
Riguardo al sociale Argentin ha affermato di voler mettere 'al centro il cittadino nel sistema dei servizi assistenziali, un terzo del bilancio comunale, oggi in mano ai monopoli'. No infine al precariato, soprattutto nel sociale, e si invece ad albi pubblici e meritocrazia. 'E' stato Marino - ha concluso - e non Bettini a chiedermi di candidarmi: quest'ultimo ci ha convocati e ci ha detto di scegliere liberamente e io, piu' veltroniana di Veltroni, sono mariniana perche' con lui mi sento libera'. (ANSA).
giovedì 27 agosto 2009
PD: Marino, qualcosa nel meccanismo si è rotto.

Lo ha detto il candidato alla segreteria nazionale del Partito Democratico Ignazio Marino, a Cagliari per la tappa sarda del tour in varie regioni d'Italia per illustrare la mozione con cui si presentera' alla primarie in programma il 25 ottobre prossimo.
"Il nostro obiettivo", ha spiegato il senatore, "e' di elevare il dibattito e arrivare all'appuntamento delle primarie con un'identita' precisa, con un partito libero dalle correnti e che noi vogliamo sia della gente".
Per Ignazio Marino, che ricopre anche l'incarico della commissione d'inchiesta sul Servizio sanitario nazionale, il Pd "ha bisogno di un congresso fondato sulle idee, quale risultato di una partecipazione attiva anche dei circoli che oggi, invece, si limitano a distribuire solo tessere e a concentrare potere".
Il candidato segretario alla guida del Pd, cattolico dichiarato, non nasconde l'intenzione di trasformare il Pd in un partito laico: "la laicita' non e' un obiettivo, ma un metodo per interpretare la nostra Costituzione".
Ignazio Marino in serata incontrera' nella terrazza del Bastione di Saint Remy simpatizzanti e sostenitori assieme al candidato alla segreteria del Pd in Sardegna Carlo Balloi e al coordinatore regionale della mozione Graziano Milia. (AGI) Cli/Sol/Cog
26 AGO 2009
RAI: Marino, PD faccia passo indietro, nessuna nomina.

Marino: tornare ad essere orgogliosi dell'Italia

Per questo all’Italia serve un Partito Democratico vivo e vitale. È l’idea stessa di democrazia il filo conduttore delle scelte politiche e programmatiche del nostro partito.
Qui troverete la nostra proposta: una proposta non finale ma aperta a suggerimenti, proposte e anche osservazioni critiche sul sito: www.ignaziomarino.it
Ignazio Marino
sabato 4 luglio 2009
La presentazione della candidatura

È arrivato il momento.
Sogniamo un'Italia diversa,
crediamo nella cultura del merito, nella laicità della Stato, nella solidarietà, nel rispetto delle regole, nei diritti uguali per tutti.
Vogliamo liberare le energie migliori di questo Paese e creare una squadra di persone che diano voce, forza, concretezza alle nostre idee.
Siamo decisi a contrastare democraticamente chi governa l'Italia in maniera ottusa e maldestra:
per un Paese curato, sicuro, sereno, moderno
per un Paese che conti, in cui si faccia strada il coraggio, la capacità, la speranza,
per un lavoro con un salario degno che valorizzi ogni individuo,
per una scuola come principale strumento per la formazione e l'integrazione dei nostri figli
per uno sviluppo economico, responsabile, che rispetti l'ambiente.
Vogliamo che ognuno possa costruire con fiducia il futuro, realizzare il proprio sogno e vogliamo essere liberi di scegliere.
Non sono slogan, sono i valori in cui crediamo e che ci uniscono. Ma affinché questi valori diventino azioni positive, ognuno di noi deve fare un passo avanti e assumersi un impegno.
IO CI SONO
Sono pronto a fare il primo passo per assumermi la responsabilità di dare voce e concretezza a ciò in cui crediamo.
Sulla stessa strada siamo in tanti, a partire da un gruppo di democratici liberi nello spirito e visionari, che hanno scelto di impegnarsi e condividere la sfida.
Non siamo spinti né sostenuti da correnti, siamo un ruscello ma possiamo diventare un fiume se ognuno di noi è disposto a contribuire con la propria goccia d'acqua.
Il fiume deve scorrere dentro gli argini e ogni persona per contare si deve iscrivere al Partito Democratico e partecipare con il proprio voto alla fase congressuale, per scegliere il candidato.
Facciamoci vedere. Facciamo sentire quanto è forte la nostra voglia di cambiare.
Se saremo in tanti, il fiume seguirà un nuovo corso. Di speranza e fiducia."
Ignazio Marino



